RECENSIONI

NABUCCO, Vienna State Opera

Surprisingly, Verdi's Nabucco had never been shown at the State Opera until the production that opened on May 31.
The hero of the evening was Leo Nucci in the title role. One might have expected another of his rousingly sung but rather generalized portrayals, but this was quite different, more closely related in expres­sive detail to some of his delightful comic efforts. He employed a wide variery of tone, from the authoritative launch of the canonical "S'appressare gl'istanti" to the constantly changing moods of his Act III duet with Abigaille and the long scene of his conversion and the recovery of his san­ity. Moreover, he was the only member of the cast to give the bel canto aspect its due, with long, seamless, truly flexible lines that expressed the text tellingly with­out being disturbed by it -a masterful performance.
CHRISTOPHER NORTON-WELSH, Opera News November 2001


RIGOLETTO, Opera de Bastille (Paris)

Or, l´autre soir, miracle! Rarissime miracle! Grand moment de théâtre et de chant, inoubliable avec Leo Nucci dans le rôle-titre. Voyez comme il glisse dans sa propre ombre de bouffon avec ce sourire amer qui en dit long sur l´humanité qu´il côtoie et amuse. Il n´enferme pas son personnage, bien au contraire: il l´ouvre. Il l´ouvre une bonne bouteille pour faire respirer le vin. Il se fout de sa bosse, de son pied-bot, qu´il oublie parfois. Il se fout de sa bosse, de son pied-bot, qu’il oublie parfois. Il s´est mis du blanc sur le visage et un peu de bistre sous les yeux parce qu´il faut au théâtre se maquiller, mais au fond il s´en tape. Pourquoi rajouterait-il une perruque carotte et un nez rouge puisqu´il est Rigoletto? Il l´est dans l´âme. Il est l´homme du malheur. Alors, à travers lui, on voit apparaitre Dullin dans „L´avare“ et puis aussi Vilar dans le même rôle...
C´est la méme passion dévorante qui les anime.“
...le célèbre quatuor. Courez voir Nucci, il y a du génie chez cet homme.“
Le Canard Enchaine, September 19th 2001


NABUCCO,

Un sontuoso Nabucco, Impareggiabile Nucci
Il baritono conferma le sue doti di grande interprete verdiano. La potente voce.
"Ismaele e Fenena.
In primo piano è lo scontro impari tra i desideri dell’uomo e il suo destino, la lotta titanica in cui emergono la grandezza carismatica di Nabucco e l´impareggiabile interpretazione di Leo Nucci. Con la sua voce calda e potente Nucci dà corpo alla ambizioni, al dolore e al riscatto del re babilonese. Il suo Nabucco si piega agli eventi: da condottiero ha toni imperiosi e sprezzanti, poi, vinto dal destino, acquista toni intimi, sfumature patetiche, mettendo alla prova tutte le sue doti di grande interprete verdiano. Una prova forte, ricca di pathos, che raggiunge l´acme nel terzo atto, quando Nabucco, folle e deposto da Abigaille, implora per la salvezza della figlia con accenti che anticipano Rigoletto.
Per il resto, nella lettura”
GRECA PIRAS, L`Unione Sarda, 25 Marzo 2001


MACBETH

ELZEVIRO Torna la versione di Vick
Muti e „Macbeth“ intesa perfetta
Una prova eccellente del baritono Leo Nucci.
"La reciproca conversione del Bello nel Vero segna l´interpretazione del carissimo Leo Nucci. È questi il tipico baritono di „bella voce“ („Pietà, rispetto onore“): ma con quale e quanta minuzia segue le quasi ossessive prescrizioni dell’´Autore volte a proibirla, la bella voce, per specifici effetti drammatici. I chiaroscuro timbrici e dinamici da lui realizzati sono modello interpretativo: ed ecco una linea ideale: Mascherini-Taddei-Warren-Nucci. San Gennaro c´è.“
PAOLO ISOTTA, Corriere della Sera, 23 Ottobre 2001


RIGOLETTO, Nizza

Non avrai altro Rigoletto all’´infuori di me
Successo trionfale per il capolavoro verdiano all’´Opéra, protagonista un sempre straordinario Leo Nucci, che ha fatto del personaggio dello sventurato buffone un „unicum“ a livello mondiale.
"Nella locandina spicca il nome, come protagonista, di Leo Nucci. Gli anni passano ma nessun baritono è finora riuscito a strappare al cinquantasettenne baritono emiliano lo scettro di miglior Rigoletto della scena lirica mondiale. Per Nucci questo ruolo costituisce certamente la creazione interpretativa più centrata del suo vasto repertorio. In questa occasione non fatica a riconfermarlo. È il fraseggio scolpito con piena consapevolezza drammatica che rende la visione del personaggio teatralmente immedesimata ed al tempo stesso umanissima. Difficile ascoltare oggi una cura cosi analitica degli accenti e delle molte pieghe espressive previste dalla linea di canto che Verdi ha pensato per la parte. Non si dimentichi poi di lodare in Nucci la tecnica di levatura superiore, frutto di un´emissione accurata, che gli ha permesso di mantenere – nonostante i molti anni di carriera e impegno oneroso dei ruoli più drammaticamente scoperti del suo repertorio – la voce pressoché integra, con un registro acuto che svetta con gagliarda disinvoltura.“
Del successo si é gia dello.
ALESSANDRO MORMILE, l´opera